l’osteoplastica

Cemento speciale nelle ossa
per alleviare il dolore

Con l’osteoplastica si possono trattare metastasi ossee che non rispondono ad altre cure

C’è anche chi lo chiama l’«effetto Lazzaro», ma più che con i miracoli c’entra con tecniche e materiali d’avanguardia. L’osteoplastica è una procedura mininvasiva per trattare le metastasi ossee che dimostra di portare sollievo anche a malati in situazioni estremamente difficili. A differenza del racconto del Vangelo non riporta a nuova vita, ma offre la possibilità di camminare ancora, di alzarsi dal letto, uscire dall’ospedale e tornare a casa, o sospendere i farmaci antidolorifici quando nient’altro sembra poter aiutare. E’ stata questa l’esperienza di un gruppo di pazienti italiani presentata nei giorni scorsi al meeting annuale della Società di radiologia interventistica tenutosi a San Diego, in California.

RECUPERARE LA QUALITA’ DI VITA – Giovanni Carlo Anselmetti, radiologo dell’Istituto per la ricerca sul cancro di Candiolo, in provincia di Torino, ha descritto i risultati ottenuti : «Gli immediati effetti clinici osservati nei nostri pazienti dovrebbero incoraggiare un’applicazione più ampia di questo tipo di intervento palliativo. Quando un malato è colpito da metastasi ossee la sua qualità di vita può essere gravemente compromessa. Le normali attività quotidiane possono diventare difficili a causa del dolore, il sonno si fa disturbato, così come l’appetito, e cresce il bisogno di farmaci antalgici».

LO STUDIO – I malati, 81 uomini e donne dai 36 ai 94 anni, sono stati sottoposti a una procedura di osteoplastica percutanea, che prevede iniezioni di uno speciale cemento osseo semi-liquido, chiamato polimetilmetacrilato (Pmma), direttamente nelle lesioni ossee. Nella maggior parte dei casi (74) si trattava di metastasi da tumori maligni e in sette casi invece di lesioni non tumorali, causate da varie patologie, come l’artrite reumatoide, o da traumi. Le ossa curate sono state soprattutto il femore, il sacro e le ossa del bacino, ma alcune lesioni riguardavano anche le ossa del piede, del ginocchio, del braccio, le scapole o le costole.

LA TECNICA – Il principio dell’osteoplastica è lo stesso della vertebroplastica, già diffusa per contrastare il dolore delle lesioni che colpiscono la spina dorsale, dovute a forme di cancro, osteoporosi o fratture. Il cemento viene iniettato con un apposito ago, sotto la guida combinata di Tac e fluoroscopia digitale, a poco a poco si diffonde nella lesione e contribuisce a sostenere la struttura dell’osso, riducendo il rischio di cedimenti e alleviando la sofferenza.

I RISULTATI – «I pazienti hanno avuto un sostanziale e immediato sollievo dal dolore, senza complicanze» ha raccontato Anselmetti. Su 81 persone, 64 hanno potuto sospendere l’assunzione di oppiacei e 43 di altri farmaci antalgici. In alcuni casi di metastasi particolarmente estese, è stato necessario far precedere l’osteoplastica da altre procedure, come l’ablazione a radiofrequenza o la crioablazione, per ridurre la massa tumorale. Inoltre, la tecnica si è mostrata poco efficace nel consolidare la parte centrale delle ossa lunghe come il femore.

QUANDO NON C’E’ ALTERNATIVA – L’osteoplastica resta comunque un intervento delicatissimo, ricorda ancora il radiologo italiano: «Non è un trattamento di prima linea, è una procedura palliativa altamente efficace e minimamente invasiva che arreca sollievo ai pazienti che non rispondono alle cure convenzionali». Come nel caso di una paziente che Anselmetti racconta: «Una donna di 79 anni, una suora, che era costretta a letto con dolori severi per metastasi pelviche di un cancro alla tiroide. Radio e chemioterapia non davano più risultati e due ore dopo l’osteoplastica è stata in grado di camminare. Non mi stancherò di sottolineare quanto sia importante recare sollievo ai malati che stanno morendo di tumore, diminuire il dolore, ridare la possibilità di svolgere le attività quotidiane e continuare a deambulare».

l’osteoplasticaultima modifica: 2009-03-12T14:06:28+00:00da doc1a
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3 pensieri su “l’osteoplastica

  1. Mio padre 87 anni con tumore alla prostata manifesta possibili metastasi non ancora pienamente diagnosticate all’attaccatura coxo femorale , ha molti dolori e difficolta’ a camminare l’osteoplastica potrebbe essere una soluzione ? dove viene praticata questa terapia?
    Cordiali Saluti

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