lunedì, 04 ottobre 2010

Anoressia: Una Su 4 Arriva Tardi Alle Cure, 5% Perde La Vita

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Una giovane paziente su quattro con gravi disturbi del comportamento alimentare, come anoressia o bulimia, arriva a cure efficaci in condizione di gravissimo rischio di vita a oltre tre anni dall'inizio della malattia. La denuncia oggi a Milano in occasione delle '20/e Giornate di Nutrizione Clinica 2010' promosse dall'Ospedale milanese di Niguarda.

Maria Gabriella Gentile, direttore del Centro milanese, uno dei piu' importanti d'Italia (con il 20-25% dei casi gravi provenienti da fuori regione) commentando i dati relativi a piu' di 500 pazienti ricoverati, lancia un appello ai medici di base e alle famiglie, affinche' portino maggiore attenzione ai disturbi del comportamento alimentare degli adolescenti.

domenica, 03 ottobre 2010

Vaccino influenza gratuito, campagna Ministero Salute

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A valere sulla stagione 2010-2011, è partita la consueta campagna per la vaccinazione antinfluenzale. A darne notizia è stato il Ministero della Salute nel ricordare come la vaccinazione rappresenti sia uno strumento efficace di prevenzione, anche dalle relative complicanze, sia di riduzione della diffusione del virus. In base alle delibere, che variano da Regione a Regione, su tutto il territorio nazionale, al più entro la fine del corrente mese di ottobre, sarà possibile la vaccinazione che, in particolare, per alcune categorie di soggetti è sia prioritaria, sia gratuita.

lunedì, 13 settembre 2010

Individuato il gene che causa la miopia

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Individuato il gene responsabile della miopia: a scoprirlo un gruppo di ricercatori della Duke University Medical Center (Usa) in un articolo pubblicato su Nature Genetics, da cui emerge che alla base dei meccanismi che portano a difetti nella messa a fuoco nelle popolazioni caucasiche c'è il gene RasGRF1: averlo individuato, spiegano i ricercatori, potrebbe aiutare nella realizzazione di trattamenti anti-miopia. Il team di studiosi ha analizzato le abilità visive di 13.414 soggetti - tra cui olandesi, britannici e australiani - individuando, in prossimità del gene RasGRAF1 - fondamentale per la funzione retinica e il consolidamento della memoria visiva - grafie differenti di Dna in associazione con errori di messa a fuoco nella visione. Le ipotesi sono poi state confermate su un gruppo di topolini: privi della corretta espressione del gene, i topi hanno mostrato i difetti di vista previsti dai ricercatori. Una prova "biologicamente convincente", secondo Terri Young, principale autore della ricerca: "Attraverso lo studio di RasGRF1 possiamo lavorare per prevenire la più comune causa di disabilità visiva". Il team di Young aveva già studiato le cause della miopia nelle popolazioni cinesi e giapponesi, individuando un coinvolgimento del gene CTNDD2.

venerdì, 02 luglio 2010

STAMINALI ETICHE DAL SANGUE CONGELATO

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Dal sangue congelato si ottengono cellule staminali pluripotenti indotte (Ips), etiche perche' non embrionali. Finora si era riusciti a produrre staminali Ips facendo regredire il tessuto epiteliale. Secondo uno studio pubblicato su 'Cell Stem Cell' e' "molto piu' semplice" usare come fonte il sangue congelato perche' "un prelievo di appena 20 mll crea meno problemi di una biopsia di pelle".

In 10 anni, un milione in meno di donatori di sangue

Le donazioni di sangue potrebbero subire un drastico calo nel prossimo futuro, a fronte di un fabbisogno crescente. L'allarme è stato lanciato da Aldo Ozino Caligaris, presidente della Federazione italiana associazioni donatori di sangue (Fidas), nel corso dell'incontro al Senato su "Donazione volontaria e responsabile", in cui sono stati presentati i primi dati di un'indagine demografica realizzata dal Censis. "Nel 2020 si potrebbe avere una riduzione dei donatori fino all'8,7 per cento e delle donazioni fino all'8,8 per cento" - ha detto l'esponente dell'associazione - "Tutto ciò a fronte di un aumento dell'età media dei cittadini, quindi dei pazienti che più usufruiscono di trasfusione. E questo proprio per una riduzione del numero dei giovani tra i 30 e i 55 anni, ovvero i potenziali donatori, che saranno circa un milione in meno� (dal 47 a 44 per cento)". La causa è dunque da ricercarsi nell'invecchiamento della popolazione, ma anche di una scarsa cultura della donazione, presente prevalentemente nelle regioni settentrionali. Per Caligaris, "sarà fondamentale diffondere la cultura della donazione e coinvolgere le fasce di popolazione che finora non si sono impegnate molto su questo fronte, cioè i giovani, che rappresentano il 17-18 per cento, tra i 18 e 29 anni, le donne, circa il 25 per cento, e gli immigrati". La maggioranza dei donatori ha infatti 40-45 anni e risiede nelle regioni settentrionali. Le donne sono solo un quarto della popolazione dei donatori e questo, secondo Caligaris, "non perché siano poco disponibili, ma perché poco informate".

lunedì, 21 giugno 2010

MATURITA’ 2010 / Riso, uova e frutta nella dieta pre-esami

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Maturità 2010, ecco la dieta consigliata per chi deve affrontare l’esame di Stato. Via libera in tavola a piatti a base di pasta, riso, frutta e verdura, uova bollite e latte caldo, mentre vanno abolite le sostanze eccitanti come il caffè al quale ricorre invece quasi uno studente su tre o il the che è irrinunciabile per circa uno studente su sei, nei giorni prima degli esami. In vista della maturità 2010, sono questi alcuni trucchi della dieta anti-panico proposta dalla Coldiretti nella settimana decisiva per gli esami che provocano ansia e insonnia negli studenti. Per prepararsi alla maturità 2010, erroneamente ricorrono nel 31 per cento dei casi al caffè o nel 17 per cento dei casi al the secondo il sondaggio realizzato dalla redazione di Studenti.it in collaborazione con Swg.

venerdì, 12 marzo 2010

Sesso, il nemico delle donne si chiama dispareunia

venerdì, 12 febbraio 2010

Acido Glicolico: eliminare le rughe senza chirurgia

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Prima di passare ai filler riempitivi e al botox per poi essere condannati a vita al ripasso ne vale veramente la pena provarle tutte.

Per togliere le rughe sottili e macchie della pelle i prodotti che danno risultati ottimi sono davvero pochi ma esistono.

La casa cosmetica “Neostrata” migliora di giorno in giorno la ricerca per la prevenzione e la ricostruzione epidermica per correggere le rughe, infatti propone una catena di prodotti con contenuto concentrato di Acido Glicolico, che aiuta a spianare e affinare le rughe, i prodotti sono formulati con una quantità graduata di Acido Glicolico fino ad un massimo del 15% contenuto nella crema viso AHA un must della linea.

Da poco lanciato sul mercato un nuovo prodotto sempre della Neostrata  “Citrate solution pad” dei dischetti imbevuti che si possono utilizzare una volta alla settimana, promette di cancellare le rughe e di far scomparire cicatrici portate da acne o da pori dilatati.

Per chi non si accontenta si può sempre rivolgere al chirurgo per un semplice Peeling Chimico non troppo invasivo ma che neccessita la supervisione del medico.

lunedì, 08 febbraio 2010

Giornata Nazionale del Farmaco

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Sabato 13 febbraio si svolge in tutta Italia la decima edizione della Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco. Nelle farmacie che espongono il marchio del Banco Farmaceutico, sarà possibile acquistare un farmaco da banco per donarlo a chi vive ai limiti della sussistenza. Dalle ricerche Istat relative al 2008, si è stimato infatti che in Italia più di otto milioni di cittadini vivono ai limiti della soglia di povertà. Tutti i farmaci da banco saranno ben accetti: antinfluenzali, antistaminici, colliri, disinfettanti e tanto altro ancora. I farmaci raccolti saranno consegnati dalle farmacie agli enti assistenziali locali convenzionati con il Banco Farmaceutico e andranno quindi a beneficio delle 420mila persone che si affidano alle cure dei 1.250 centri convenzionati con il Banco Farmaceutico in tutta Italia.
In nove anni la Giornata Nazionale del Farmaco ha permesso di raccogliere oltre 1.700.000 farmaci per un valore economico totale di circa 10 milioni di euro. Il Banco Farmaceutico è un'associazione non profit nata a Milano nel 2000 grazie alla collaborazione tra Federfarma di Milano e Compagnia delle Opere.

Per maggiori approfondimenti: http://www.bancofarmaceutico.org

domenica, 07 febbraio 2010

Diabete: si sperimenta il pancreas artificiale

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Finalmente una buona notizia per gli ammalati di diabete di tipo I (quello cosiddetto insulino-dipendente o giovanile) per i quali l’unica terapia possibile è sempre stata quella della somministrazione quotidiana di insulina, per via parentale. Come sappiamo, la presenza ottimale di quest’ormone secreto dalla ghiandola del pancreas, è di fondamentale importanza per la corretta sintesi glicemica dell’organismo, ma essendo in questo tipo di pazienti del tutto deficitaria, deve essere assunto dall’esterno a beneficio della propria esistenza, per tutta la vita.

Per venire incontro ai molteplici inconvenienti avvertiti dai diabetici a causa di questo tipo di pratica invasiva, è stato testato presso l’Università di Cambridge, in Gran Bretagna, il primo prototipo intelligente di pancreas artificiale su un gruppo di diciassette giovani pazienti, tutti bambini e adolescenti tra i 5 e i 18 anni di età. Si tratterebbe, in sostanza, di un dispositivo automatizzato a ‘circuito chiuso’, dotato di un algoritmo in grado di monitorare a intervalli regolari i livelli di glicemia nel sangue, e di rilasciare in caso di bisogno la giusta dose di farmaco necessaria alla sopravvivenza del paziente. Questo pancreas sintetico verrebbe in definitiva ‘indossato’ dall’ammalato, notte e giorno, come una sorta di macchina intelligente ’salvavita’ che, attraverso un sofisticato software, istruisce una pompa a rilasciare insulina, garantendogli un’assistenza individuale continua e duratura.

Tumore al collo dell'utero: addio pap-test, adesso c'è l'esame del DNA

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Uno studio condotto in 9 centri di screening italiani ha incrociato i dati di 94370 donne, per scoprire che l’analisi sul Dna previene un numero maggiore di tumori rispetto al test citologico, usato fino ad oggi per diagnosticare la presenza di hpv. L’analisi sul Dna del virus permette di individuare con anticipo lo svilupparsi futuro di alcune lesioni nella fase pre-cancerosa, permettendo alle donne di sapere come agire e come prevenire l’insorgere del cancro.

Lo studio, tutto italiano, dal quale risulta importante l’analisi preventiva, grazie alla quale si può intervenire prima che le lesioni si formino, è stato pubblicato su Lancet Oncology. Grazie a questo studio partiranno in alcuni centri di ricerca italiani, i primi programmi sperimentali di utilizzo del Dna per i test di screeening.

giovedì, 04 febbraio 2010

SALUTE: ONCOLOGO, 'PARLARE' CON PAZIENTI VEGETATIVI PER CAPIRNE VOLONTA'

Lo studio pubblicato sul ''New England Journal of Medicine'' dimostra che ''il sistema cerebrale nei pazienti in stato vegetativo persistente puo' essere attivo e funzionante e la sua determinazione dipende soltanto dagli strumenti che si utilizzano per verificarlo come la risonanza magnetica funzionale. I risultati dei test per esempio dimostrano che e' stato possibile ottenere delle risposte a quesiti specifici. In futuro si potra' comunicare con i pazienti sulle possibilita' di ricevere antidolorifici o altri trattamenti medici; comunicare le proprie volonta' o essere collegati con i propri affetti''. Cosi' il Prof.Umberto Tirelli, Direttore del dipartimento oncologia medica dell'istituto tumori di Aviano.

In particolare, lo studio dimostra come un 29enne belga in stato vegetativo sia in grado di rispondere agli stimoli esterni che gli vengono mandati cerebralmente. Il ragazzo, come fu per Eluana Englaro, e' in stato vegetativo dal 2003, a causa di un incidente stradale che lo ha inchiodato al letto per tutti questi anni, e si e' mostrato capace di ''comunicare'' con i medici, rispondendo ''si''' o ''no'' alle domande che gli venivano poste dai dottori. In buona sostanza, i medici hanno avuto accesso a quelle aree cerebrali che si attivano nel nostro cervello quando diamo risposte affermative o negative a un quesito. La ricerca, condotta da una squadra di studiosi belgi e britannici capitanati da Adrian Owen, del Medical Research Council di Cambridge, potrebbe rivoluzionare il rapporto con questi pazienti, lasciando, ad esempio, che siano loro stessi a esprimersi circa la possibilita' di continuare a vivere in quelle condizioni.

mercoledì, 03 febbraio 2010

CANCRO AL SENO, NUOVO FARMACO AUMENTA SOPRAVVIVENZA

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Da un anno la Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori sta sperimentando un nuovo farmaco contro il cancro al seno. Si chiama Trastuzumab, e dai primi risultati sembra essere molto efficace. La sperimentazione è stata effettuata su 235 donne con un tumore in stato avanzato. A metà di esse è stata assegnata la classica chemioterapia, all’altra metà, oltre alla chemioterapia, veniva affiancato questo medicinale.

Risultato: dopo un anno il tasso di sopravvivenza con il farmaco è stato del 71%, contro il 56% della terapia senza il Trastuzumab. Si tratta di un ottimo risultato, visto che una differenza del 15% si traduce in centinaia di donne che hanno una speranza in più di sopravvivenza. Inoltre questo miglioramento aumenta la possibilità di riuscita dell’operazione chirurgica per l’asportazione del tumore, diminuendo al contempo la possibilità di recidiva.

CANCRO AL SENO, NUOVO FARMACO AUMENTA SOPRAVVIVENZA

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Da un anno la Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori sta sperimentando un nuovo farmaco contro il cancro al seno. Si chiama Trastuzumab, e dai primi risultati sembra essere molto efficace. La sperimentazione è stata effettuata su 235 donne con un tumore in stato avanzato. A metà di esse è stata assegnata la classica chemioterapia, all’altra metà, oltre alla chemioterapia, veniva affiancato questo medicinale.

Risultato: dopo un anno il tasso di sopravvivenza con il farmaco è stato del 71%, contro il 56% della terapia senza il Trastuzumab. Si tratta di un ottimo risultato, visto che una differenza del 15% si traduce in centinaia di donne che hanno una speranza in più di sopravvivenza. Inoltre questo miglioramento aumenta la possibilità di riuscita dell’operazione chirurgica per l’asportazione del tumore, diminuendo al contempo la possibilità di recidiva.

ANTICORPO CONTRO L'OSTEOPOROSI

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Un anticorpo monoclonale chia­mato denosumab offre nuove speranze contro l’osteoporosi. Ne dà notizia il “New England journal of Medicine“, pubblicando il risultato di un trial su più di 500 donne in menopausa con una densità ossea bassa, che sono state trattate per un anno con l’anticorpo o con uno dei bisfosfonati più usati, l’alendronato. La somministrazione del monoclonale è avvenuta, tramite iniezione sottocute, una volta ogni tre o sei mesi, mentre quella del bifosfonato settimanalmente.

Alla fine la densità ossea dell’anca è risultata, rispettivamente, aumentata dell’1,9, del 3,6 o del 2,1 per cento, quella della colonna lombare del 3, del 6,7 e del 4,6 per cento e quella del polso o del radio (osso del braccio) dello
0,4, dell’1,3, mentre con il bisfosfonato è diminuita dello 0,5 per cento. Insomma il denosumab ha mostrato un’efficacia paragonabile a quella dell’alendronato. Con la differenza che richiede solo una somministrazione trimestrale o semestrale e non comporta le difficoltà digestive tipiche dei bisfosfonati.